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Sass De Stria (2168 m) e Lago Valparola

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Itinerario: Passo Di Valparola e Rifugio (2168 m)- Sass De Stria (2477 m)

Dislivello: 310 m circa

Il Sass De Stria è una piccola elevazione Dolomitica tra diversi gruppi montuosi, quelli del Passo Falzarego ovvero il Bellunese e la Val Badia in Alto Adige, è raggiungibile in appena un ora e mezza, ma con un percorso tra rocce, di difficoltà per escursionisti Esperti (EE). Fu teatro di duri scontri durante la prima guerra mondiale, tra truppe Italiane nel Bellunese e le truppe Austro-Ungheresi, che occupavano l’ attuale Provincia di Bolzano,

La via Normale al Sass De Stria

All’ altezza del Forte di N’ Tra I Sass (2168 m), poco sotto il Passo Di Valparola parte una mulattiera che si alza lungo la cresta settentrionale del Sass De Stria. Il sentiero CAI, con indicazioni bianchi rossi cerca il percorso più logico e facile, evitando il passaggio all’ interno delle trincee della Prima Guerra Mondiale e i passaggi esposti. L’ultimo tratto è attrezzato con due scale di ferro con sviluppo verticale da superare con la dovuta prudenza, essendo esposti al vuoto.

La cima, caratterizzata dalla croce di vetta, che fu piegata dalla tempesta Vaia il 29 ottobre 2018, e ricollocata dagli Alpini della Sezione di Treviso il 31 luglio 2019. Si gode un ottimo panorama : da una parte i Monti delle Dolomiti Bellunesi, il Lagazuoi, la Tofana di Rozes, la Marmolada, il Setsass, il Col di Lana-Monte Sief, le Cinque Torri, l’Averau ed il Nuvolao, e dalla parte Alto-Altesina dolomitici (Gruppi del Sella, Piz dles Conturines).

La Via Ferrata “Mario Fusetti”

Una via Ferrata creata di recente, parte dal fianco Sud-Occidentale, ripercorre la via alpinistica aperta dal sottotenente Mario Fusetti, il 18 ottobre 1915 e un pugno di soldati per riconquistare la vetta allora occupata dagli Austro-Ungheresi.

Il Laghetto di Valparola

Il Lago di Valparola è un piccolo ma suggestivo specchio d’acqua situato in una conca di origine ghiacciale nei pressi del Passo Valparola all’ interno del comune di Livinallongo del Col di Lana. Si fa il giro ad anello rapidamente partendo dal Rifugio Valparola (2168 m). Dal laghetto, il sentiero segnato CAI-24 permetterebbe di raggiungere comodamente in un paio di ore la Cima del Setsass (2571 m), percorrendo prima il versante settentrionale (“Borat”) poi per la lunga cresta. Ma questa è un’ altra storia, che purtroppo l’ ora tardiva e il freddo ci ha fatto desistere.

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Roda De Vael Con Alpinia

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Itinerario: Passo Di Costalonga (1744 m)-Le Fieche (1795 m)- CAI-548-Baita M. Pederiva (2275 m)-Rif. Roda De Vael(2280 m)- Col De Ciampac(2316 m)- CAI-549-Monumento Cristomannos(2349 m)-Rif. Paolina (2125 m)-CAI-552-CAI-549- Rif. A. Fronza (2339 m)-CAI-C- Tshager Joch Kuregg (2000 m)- Sholer (1844 m)-Rif. Jolanda (1744 m)-Grossbuler(1782 m)-CAI-548- Passo Costalunga (1744 m).

Distanza percorsa: 17,3 Km ; Dislivello: 850 m circa.

Salita al Rifugio Roda De Vael (2280 m)

Oggi domenica di fine settembre il tempo è abbastanza grigio ma stabile e non fredda, con un gruppo organizzato dall’ Associazione Alpinia di Santa Giustina nel Bellunese, facciamo la prima colazione al “Christomannos Alm”, prima di partire dal Passo Di Costalonga (1744 m), inizialmente per stradina forestale poi sentiero facile, raggiungiamo il Rifugio Roda De Vael, a quota 2280 metri, sulla Selletta del Ciampac, propaggine meridionale del gruppo dolomitico del Catinaccio, o Rosengarten il famoso “Giardino delle Rose del Re Laurin”. Là vicino, sorge un’ altro piccolo rifugio, gestito da privati, la Baita “Marino Pederiva”. Facciamo una piccola disgressione sul Col De Ciampac, con un percorso più alpinistico ma molto breve, che ci permette di avere una visione a 360 °, in particolare verso tutto il Gruppo del Catinaccio verso Nord.

il “Sentiero del Masare”

Dopo la pausa per la fatica della salita, proseguiamo comodamente per il “Sentiero del Masare” (Hirzelweg) CAI-549, con viste dall’ Ortles ai Monti dello Stubai, e sempre mantenendosi in quota, scorgiamo in lontananza la sagoma di un’ aquila monumentale di bronzo alta due metri e cinquanta, eretta nel 1912 in onore di Theodor Christomannos, un avvocato Austro-Ungarico che studiò a Bolzano. Fu un alpinista e considerato il pioniere nella promozione del turismo nelle Dolomiti, partecipando alla costruzione di numerose vie di comunicazione che portassero da Bolzano alle principali località di montagna. L’ aquila è proprio eretta su un sasso al margine esterno del sentiero, mentre il ritratto di Cristomannos appare sull’ altro lato, in un basso rilievo di bronzo.

Quindi, scendiamo leggermente, al bivio per il sentiero CAI-539 nel versante Sud-Occidentale del Catinaccio, fino al Rifugio Paolina (quota 2125 m), rifugio raggiungibile anche da valle dalla località Carezza a piedi, o dalla seggiovia, in funzione d’ inverno e d’ estate.

La camminata, sempre a quota costante, prosegue per il versante Occidentale della Roda De Vael, cima appartenente al gruppo del Catinaccio, ai piedi della parete Dolomitica, fino al Rifugio A. Fronza (2339 m), aperto anche durante la stagione sciistica come ristorante, albergo con 60 posti letto e punto di arrivo della cabinovia “Laurin 2” dalla Malga Frommer.

Il ritorno al Passo di Costalunga

Infine, ritornando sui nostri passi, prendiamo il segnavia “2C” che scende prima per i prati verdi fino al Col del “Tschager Joch Kuregg”, quota 2000 metri per poi scendere direzione Sud-Ovest fino al Rifugio “Jolanda”. A quota 1744 metri la discesa è finita, siamo poco sopra la strada automobilistica. Ci rimane chiudere l’ anello, per la carreggiata che corre parallelamente alla strada fino al Passo Costalunga, con il tempismo di un’ ora abbondante, il percorso è abbastanza monotono, con il Gruppo del Latemar davanti a noi, ma allietata da qualche sorpresa come un fontana a forma di una mano che tiene una bottiglia di vino e le sorgenti naturali di acqua del beato Vescovo Artmanno di Bressanone.

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Ferragosto al Rifugio Pian De Fontana

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Descrizione

Itinerario: Pont Dela Costa Grande (686 m circa)- CAI-520 Val Dei Ross – Casera dei Ronc (1388 m)- CAI-514 – Rif. Pian De Fontana (1632 m)

distanza :4,4 Km; tempo di andata: 2 ore; Dislivello: circa 950 m

La partenza

Siamo nella Provincia di Belluno, a Longarone, si imbocca in automobile la Val Di Zoldo, e dal villaggio di Soffranco, si percorre la Val Del Grisol, fino al Pont Dela Costa Grande che attraversa il torrente Grisol e che porterebbe alle Casere Rizzapol, piccolo villaggio di seconde case del Longaronese. Parcheggiato la macchina, dal Ponte inizia la camminata (Sentiero CAI-520) per la stradina forestale all’ultimo parcheggio, 778 m.

La camminata

Siamo nella sinistra orografica della  Val Dei Ross, dopo l’attraversamento del ponte omonimo e il Ponte De i Ranzin  inizia la salita ripida nel bosco, con numerosi tornanti.  Il sentiero è stato recentemente ripristinato con i fondi di recupero dalla tempesta “Vaia”, diverse corde metalliche sono stati messi come corrimano, su passaggi esposti e tavole di legno per allargare il passaggio. Attraversiamo un vallone con neve perenne, poi il sentiero continua ripido in un bosco rigoglioso. Con un ultimo sforzo si giunge alla prima tappa alla Casera Dei Ronch (1388 m), di fronte a noi, si alzano le Cime De La Scala che ci separano dal Gruppo Schiara-Pelf, le montagne di Belluno. 

Poco dopo, troviamo a un bivio l’ indicazione per il sentiero CAI-536 che ci porterebbe al Rifugio F. Bianchet. Proseguiamo invece verso destra, attraversando prima un torrente e seguiamo rapidamente il sentiero a zig-zag, prima di giungere finalmente al dosso pascolivo dove sorge il Rifugio Pian De Fontana.

Il Rifugio Pian De Fontana

Il Rifugio Pian De Fontana e il Bivacco dedicato al valoroso alpinista Renzo Dal Mas, sorgono a 1632 m di quota, nella parte Orientale del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. La struttura ricettiva è gestita dalla Sezione CAI di Longarone, e dai Vicentini Elena e il bravo cuoco Antonio Gavino. E molto frequentato dai numerosi turisti, in particolare i Tedeschi che percorrendo l’ Alta Via N.1, scendono dalle conche glaciali dei Van de Zità.

Beniamino Stragà

Beniamino Stragà era un valoroso pastore, originario di Provagna (Comune di Longarone) che lavorava al Pascolo della Malga di Pian De Fontana prima che venisse ceduto al Comune di Longarone e alla sua gestione dalla Sezione del Club Alpino Italiano di Longarone. E’ deceduto l’8 novembre 2009, all’ età di 95 anni. Nel bel quadro all’ entrata del Rifugio, viene omaggiato con una fotografia e una breve epigrafe.

1947-1957: Casera Costa Dei Nas Ronch- Pian De Fontana – Belvedere Van De Cità
1958-1963: Casera Busnic
1964 fino anni 90: Malga Palughet
Ricordi di una vita tra i monti a pascolare animali docili, abituati a pendii impervi tra la tranquillità e la pace di austere cime.
Ora che sei arrivato in quei celesti prati, aiuterai sicuramente il Padreterno a pascolare le anime dei giusti in quel “posto” chiamato Paradiso…
…Ci guarderai quaggiù mentre ci danniamo a fare a gara a chi fa peggio, invece di vivere in pace come quando pascolavi nella semplicità dei tuoi ricordi.
Elvio Bez

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L’ oasis di Valtrigona e il Rifugio Sette Selle

Itinerario: Malga Valtrighetta (1440 m)-CAI-374- Val Trigona Oasis WWF (1634 m)- Malga Agnelessa (1852 m)- Forc. Valtrigona (2103 m)-CAI-315 -Buse della Pesa B- Forc. D’Ezze(ca.2264 m)-CAI-343- Rif. Sette Selle (1978 m)-CAI-340- Passo Garofani (ca. 2160 m)-Passo Di Palu- CAI-370- Malga Cagnon Sotto (1718 m)- Malga Valtrighetta

Distanza: 16,5 Km Dislivello: circa 1170 m

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Sentiero Attrezzato Zandonella

Sentiero Attrezzato Zandonella
  • Cartografia: Tabacco 12
  • Dislivello: 1250 m
  • Distanza: 17,6 Km
  • Descrizione: Stei De Conte (1180 m)-CAI-374 -Casera Ferrera (1255 m) -Ge De Bedin – Casera Pezzei (1442 m)-1666m- Rif. Maniago (1730 m)-CAI-382 Val De Laussen- Sent Zandonella (2043 m) -Forc. Spalla (2127 m)- Cima Spalla Duranno (2234 m)Varco Di Bosco Negro(2174 m)-Portella Piccola De Ru De Tia, Est,Ovest- Forcella Ru De Tra- Forc. Pagnac De Dentro (1950 m)- Cannalone- Sent. CAI (1742 m)- Bivacco Bedin (1711 m)- CAI-381- Pian De Tamaria- Strada (1651 m)-Casera Valle (1329 m)- Stei Di Conte (1216 m)- Casera Mela (ca.1177m).
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Cima del Catinaccio (2981 m)

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Itinerario: Rifugio Gardeccia (1943 m) -CAI-546 -Rif. Stella Alpina (1954 m) Porte Neigre – Rif. Preuss (2243 m)- Rif. Vajolet (2243 m) -CAI-542 -Inizio ferrata (2333 m)- Rif. Alberto 1° (2621 m)- Rifugio Passo Santner (2734 m)- Via normale Alpinistica- Cima Catinaccio (2985 m)
Dislivello : 1042 m
Distanza andata e ritorno: 11,5 Km circa
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Domenica 21 ottobre 2018. Organizzato dalla Sezione CAI Val Di Zoldo, accompagnatori del gruppo esperto Crodaioli Zoldani, da Pera Di Fassa, raggiungiamo il Rifugio Gardeccia con la navetta. Ci dividiamo in due gruppi, quelli che faranno il giro ad anello per le ferrate, ghiaioni e sentieri molto ripidi nel senso antiorario e noi per la cima nel senso più immediato. Con una camminata di un paio di ore sul sentiero segnavia CAI-542 saliamo ai Rifugi Preuss e Vajolet più moderno ma chiusi tutti i due per la stagione avanzata. Fa freddo ma niente di eccezionale visto la stagione autunnale, si confida con il levarsi del sole. Invece siamo accolti quasi immediatamente da un vento tremendo che ci fa rabbrividire per l’ effetto wind-shield e gelare le mani. Procediamo per il sentiero CAI-542 fino al Rifugio Alberto Primo e da qui in un quarto d’ ora al Passo Santner e salendo un breve ghiaione giungiamo all’ attacco della via normale al Catinaccio, ancora all’ ombra visto l’ ora mattutina. Il vento non accenna di smettere, anche riparati della parete Occidentale del Catinaccio. Alcuni desistono per le dita gelide a intraprendere la partenza alla via Normale, caratterizzata da un passaggio di terzo grado all’ interno di un canalone. L’ ascensione procede poi poi per passaggi facili di primo o secondo grado con manovre di corda facili ma con grande stress e fatica per il vento che non accenna a fermarsi. Arrivati alla forcella, siamo accolti finalmente dal sole ma il freddo ci attanaglia. La cima è in vista ma le difficoltà non sono finite, occorre procedere in cordata con la massima attenzione, cercando la via più semplice e meno esposta con passaggi di primo grado, quindi mani e pieni su roccia discretamente buona ma sempre concentrati per evitare sempre possibili insidie, come pietre mobili o sporche.

Tornando giù alla forcella, sempre in cordata, attrezziamo alcune doppie per scendere velocemente lungo la via normale, numerosi sono i punti di sosta e gli ancoraggi. Finalmente alla base della via, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Mettiamo via corde e moschettoni e scendiamo a piedi per la via di avvicinamento della mattina sotto un sole freddo e ci rifocilliamo con qualche “snack” e barrette energetiche. Arriviamo in tempo a trovare il gruppo che ha percorso l’ anello delle ferrate intorno al Catinaccio e il pulmino che ci porta giù in val Di fassa.

 

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