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Malga Posta

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Itinerario: Albergo Ponticello (1491m)- Strada verso Sud- CAI-29 (1515m)- Malga Posta (1968 m)- CAI 30- Rui (1925m)- Kaserbachtal- Rio Della Casera (1886m)- Strada (1565 m)- 1491 m

Domenica 22 ottobre 2017. Dopo tante belle giornate autunnali di sole, ci troviamo  questo fine settimana con l’unica giornata uggiosa e piovosa. Destinazione: la Cima Campo Cavallo (Grosser Rosskopf a 2559 m) con la corriera organizzata dal C.A.I. di Belluno, arriviamo in località Albergo Ponticello (quota 1495 metri), in Val De Braies Vecchia. Percorriamo la stradina a Sud fino ad imboccare a quota 1515 metri, il sentiero CAI-29 che sale rapidamente. Il sentiero è ottimamente mantenuto con numerose travi di legno a formare comodi scalini e trattenere il terreno, altrimenti scivoloso. Alla Malga Posta (1968 metri), riteniamo la nostra salita come finita e dopo un breve ristoro sotto la tettoia umida, ci apprestiamo per la discesa. Il sentiero CAI-30, altrettanto bello e pulito scende da prima comodamente fino ad attraversare il torrente “Kaserbach” a quota 1886 metri, scendiamo per la valle e per ritrovare la stradina iniziale (quota 1565 metri) e il parcheggio dell’ Albergo Ponticello. È d’obbligo fare un salto per una visita veloce al vicino Lago di Braies. Ci doveva essere un mercatino ma il brutto tempo l’ha fatto desistere. Finalmente ci troviamo tutti felici e contenti, con due gambe sotto un tavolo per riscaldarsi e assaggiare le prelibatezze Alto-Altesine.

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Cima Delle Vacche (2058 m) con “Chies e le sue montagne”

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Cima Delle Vacche (2058 m) con “Chies e le sue montagne”
Santa Messa con Don Rinaldo Ottone

Itinerario: Agriturismo Malga Pian Grant (1211m)- Malga Pian D. Lastre (1259m)- Coltoron – Costa Schienon- Cima Delle Vacche (2058 m)

Sabato 21 ottobre 2017, come ogni anno nel quadro della manifestazione “Chies e le sue montagne e Montagna ”, insieme di conferenze, mostre organizzate in Alpago, viene organizzata la gita escursionistica con “meraviglia del Creato” la celebrazione della Santa Messa su una cima dell Alpago. Quest’anno è stato deciso di conquistare la Cima Delle Vacche, metà favorita dello Sci Alpinismo nelle Dolomiti Bellunesi. Presenti soci della locale sezione del Club Alpino Italiano www.caialpago.it e volontari del Soccorso Alpino e Speleologico.

Parcheggio a Pian Grande a quota 1211 metri, alle ore 8 partenza per la strada pastorale che porta in piano a Malga Pian Laste (dove partirebbe il sentiero CAI-926 per il rinomato Rifugio Semenza). Si prosegue per la stradina fino a quota circa 1342 metri, dove seguendo le indicazioni, saliamo per il bosco e poi la Costa Schienon: lunga cresta occidentale della Cima delle Vacche. Superato i 200 metri di dislivello, finalmente usciamo da questa fitta nebbia umida e ci ritroviamo sotto il sole autunnale che fa presto a riscaldarci il corpo ma anche il cuore. Verso Sud spuntano il Col Visentin è le Pre-Alpi Bellunesi come isolotti. Dall’altra parte a Nord la Valle Del Cadin ombreggiata ci separa dalle altre cime della lunga catena dell’Alta Via numero 7 , della conca dell’ Alpago”Via Di Patera”, Monte Castelat e Monte Guslon. Dopo 2 ore abbondanti e un dislivello di 800 metri, si raggiunge la Cima senza grosse difficoltà. Siamo già una quarantina è continua di arrivare gente. La Santa Messa, viene celebrata dal prete alpinista Don Rinaldo Ottone, su un pianoro prima della cima, purtroppo per via della fitta nebbia, a valle, non può decollare l’elicottero per portare altri partecipanti. La mattinata si conclude per chi lo desidera con il pranzo conviviale al ristorante Al Sasso di Sant’ Anna (Tambre D’ Alpago).

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Arturo Dell’ Oro

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Arturo Dell’ Oro
Nieuport 11 Bebe di Arturo Dell' Oro

Venerdì primo settembre 2017, presso l’ aula briefing dell’ Aero Club di Belluno, è stata inaugurata la mostra fotografica dedicata al centenario del campo di volo militare di Belluno, prima e come Aero Club dopo e alla celebrazioni della morte “eroica” di Arturo Dell’ Oro, che ottene la medaglia d’ oro al Valore Militare sui cieli della Schiara, propaggine al fronte dolomitico.

Arturo Dell’ Oro, nacque in Cile nel 1896, da una famiglia di industriali Piemontesi emigrati per cercare fortuna nelle miniere locali di salnitro. Allo scoppio del Grande Guerra, il giovanissimo Arturo si arruolò nell’ Esercito e ottene il brevetto di volo militare, grazie anche alla sue abilità, alla sua determinazione e alla formazione in meccanica. Trasferito nella neo costituita 2° Sezione dell’ 83° Gruppo, sul terreno di Belluno, il 3 settembre a bordo di un Nieuport “Bébé”, durante l’ intercettazione di un apparecchio di osservazione Brandenburg” s’ inceppò la sua mitragliatrice. Preso dalla rabbia e l’ orgoglio, per non lasciarlo scappare, l’ intrepido pilota decise di affrontare il nemico, con una manovra azzardata urtandolo direttamente. Purtroppo cadettero insieme i due aeroplani, anche il suo si schiantò sul Monte Pelf. I funerali solenni si svolsero a Belluno al cimitero Prada, ma anche dei due piloti Austriaci, omaggiati in modo cavalleresco con corona di fiori recapitata sopra le linee nemiche. Arturo Dell’ Oro fu insignito da medaglia D’ Oro al Valore Militare da un regime in cerca di eroi per il coraggio e il sacrificio e prese la cittadinanza della Città di Belluno nel 1924. Il nuovo Aero Club di Belluno fu intitolato al suo nome come diverse altre strade e istituti Cileni.

Durante l’ occasione, l’ Istituto Bellunese della Ricerca e dell’ Età contemporanea, ha consegnato all’ Aero Club, alcuni reperti storici del Nieuport “Bebe” ed ha presentato un fascicolo “Nel cielo di Belluno, una breve storia di Arturo Dell’ Oro” a cura di Nicola De Toffòl.

Sono interventi Anna Maria Canepa dell’ Associazione Culturale Trame Di Storia, il presidente del locale Aero Club Frezza Francesco Antonio, autorità Cileni e Oscar De Bona presidente dell’ Associazione Bellunesi Nel Mondo.

Una bibliografia completa “Nina eroe di guerra 1915-1918”, è stato edito dalla Tipografia Piave  e scritto da Paola Zambelli, descrive con affetto la sua troppo corta permanenze nel territorio Bellunese.

Inoltre, sono previste con l’ Associazione Tramedistoria , dei laboratori creativi per i più piccoli e le famiglie, per fare conoscere questi frammenti di storia agli albori dell’ uso dell’ aereo per i cento anni della fine della grande guerra mondiale.

Giovedì 21 settembre 2017, ore 10.00, l’ Aeroporto di Belluno “Arturo Dell’ Oro” sarà sorvolato da alcuni aerei storici della Prima Guerra Mondiale. Alle ore 11.30, nel cortile di Palazzo Doglioni Dal Mas sarà presentato un biplano S.E.5A e alle ore 13, all’ Ossario di Mussoi sarà posata una corona di fiori nel Tempio ai Caduti per la Patria.

 

 

 

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Cime Ombretta

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Cime Ombretta
Croce di Vetta della Cima Ombreta Orientale (3011 m)

ITINERARIO: Malga Ciapela (1435 m)- CAI-610 – Gran Pian- Malga Ombretta (1904 m)-Valle Ombretta – Rif. O. Fallier (2074m)- Grotta (2140 m)- Bivacco M. Dal Bianco (2702m) -Ferrata (2779m-2808m)-Cima Ombretta Di Mezzo (2983m)- Cima Ombretta Orientale (3011 m).

Domenica 20 agosto 2017, siamo un bel gruppo di amici del Cadore, organizzato dalla Sezione C.A.I. di Lozzo, interessati a scoprire altri angoli delle Dolomiti Bellunesi.
Si parte a piedi dal campeggio di Malga Ciapella, sotto la teleferica che sale al Rifugio Serauta sulle creste della Marmolada.
Dal Gran Pian, dall’ Agriturismo Malga Ciapela, il sentiero CAI-610 da 1638 m ci porta rapidamente alla Malga Ombreta (1904m), passando a fianco della Valle del Ru D’ Alberch.
Finalmente la pausa caffe! Riprendiamo il cammino che è ancora lungo. Siamo sul bel Pian De Val Ombreta, dove pascolano numerose mucche per l’ attività del locale caseificio. Davanti a noi si alzano le propaggini Orientali della Cima De Ombreta, mentre alla nostra destra ci accompagnerà, sempre più imponente le pareti meridionali della Marmolada.
Giungiamo al Rifugio Onoriato Falier, a 2074m, continuiamo senza fermarsi, tra i pini mughi, passando vicino a una caverna scavata nella Grande Guerra (quota 2140 m), poi il sentiero risale la valle De Ombreta stringendosi in mezzo ai ghiaioni e i detriti. Ammiriamo il curioso Fungo de Ombreta, poi una cascata da una parete vertiginosa. Giunti al Pas De Ombreta (2702 m), finalmente la sosta per prepararci a cose più serie. Meglio indossare l’ imbrago e il moschettone per superare la ferratina, seppure corta. Per il sentiero CAI-650, troviamo prima rocce gialle, poi nere, queste ultime molto sgretolabili, stranezze della geologia poi il Bivacco, dedicato a Marco Dal Bianco, un forte alpinista, deceduto in un banale incidente di moto.
Affrontiamo la corta ferratina, (quota circa 2780 m a 2908 m), costituita da un cavo metallico alto e ben teso, a modo di scorri mano. Rimane l’ ultimo tratto di ghiaione fino alla cresta, i più veloci salgono anche sulla vicina Cima Ombretta di Mezzo (2983 m). Dalla forceletta si passa sul fianco meridionale, proseguendo per una cengia un po’ esposta fino a risalire l’ ultimo tratto per raggiungere finalmente la Cima De Ombreta a quota 3011 metri. Lo sguardo verso Nord si ferma sulla parete meridionale della Marmolada che è veramente impressionante. Verso Sud, numerose cime dolomitiche culminano sulle 3000 metri, il Sasso Vernale più vicino, Cima Dell’ Uomo, il Gruppo del Formenton, le Cime D’ Auta…
Il ritorno si fa per lo stesso percorso della mattina, non avendo tempo di fare la Ferrata dell’ Ombreta per completare l’ anello. Abbiamo la fortuna di osservare e fotografare degli stambecchi. Ci fermiamo con più calma, per una bibita dissetante o una birra al Rifugio Falier, alle Malghe abbiamo la possibilità di comprare formaggio fresco e burro biologico.

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Cima Talvena con CAI sezione Val Di Zoldo

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Cima Talvena con CAI sezione Val Di Zoldo
Talvena

Itinerario: Malga Pramper (1540 m)- CAI-523 Pra De La Vedova (1860 m) – Rif. Sommariva(1857 m)—Casera di Pramperet(1776m)- Col Dei Mus (1882m)- Portel De I Mus(ca. 2000 m)- Forcella De I Scalet (2275m)-Forc- De I Erbandoi(2325 m)- sent Orientale- Talvena (2542m)- Cresta settentrionale-Forc. De Erbandoi (2325 m)- CAI-514 (2350 m)- Forc. Zita Sud (2451m)…Portela Dei Piazedei (2097 m)-Pra De La Vedova(1860 m)- Malga Di Pramper (1540 m)

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Ferrata Sartor sul Peralba

Ferrata Sartor sul Peralba
Monte Peralba e cava di Marmo

ITINERARIO: Park Val Sesis (1815m)- CAI-132- Cava di marmo- Rif. Calvi (2164m)- Bivio 2275m- Ferrata Sartor (2364m – 2495m)- Cima Peralba (2694m)-Riparo(2653m)- Passo Del Castello (2318  m)- Passo Sesis- Rif. Calvi (2164m)- Park(1815m).

Distanza: 8,7 Km ; Dislivello: 880 m.
Sabato 5 agosto 2017. Da Cima Sappada, raggiungiamo in macchina la Località Sesis (1830 m), dove parcheggiamo, ci incamminiamo per la strada bianca che porta rapidamente al Rifugio Pier Ferdinando Calvi. Un monolito di “marmo” ci inviterebbe a percorrere il “Sentiero delle Marmotte”, una scorciatoia, in mezzo alle buche e tane di questi simpatici abitanti. Proseguiamo per la stradina, passando proprio sotto la cava di marmo da dove è stato ricavato il blocco di pietra, prima di raggiungere il Rifugio dove prendiamo un caffe ristoratore. Verso Sud, il panorama si apre verso a sinistra il massiccio Monte Lastroni e alla sua destra il Monte Rinaldo. Continuiamo la nostra salita per facile sentiero fino a un bivio a circa 2275m dove su un sasso sono incise simboli religiosi. E il punto dove parte il sentierino che in breve ci porta verso Ovest, all’attacco della Ferrata Sartor (quota circa 2364 m). Scalette con pioli di ferro ci consente di superare rapidamente questa prima piccola difficoltà, poi prosegue tutto sommato con semplicità. La corda metallica finisce a circa 2500 metri e calpestiamo di nuovo l’ erba che cresce su questa roccia particolare che caratterizza il “marmo” del Peralba. La Cima si conquista adesso con poca fatica, e abbiamo la gioia di fare suonare la campana sommitale. Il meteo è buono, il sole appena velato dalla nebbia. Si gode di uno spettacolare panorama a 360°. Il nostro sguardo spazia dalle Creste di confine con l’ Austria, al Coglians, alla Marmolada, ai monti Tauri. Qui sotto l’ incantata Val Disdende.
Il ritorno avviene percorrendo la via normale segnavia CAI-131, aiutati da una corda fissa per superare i numerosi saltini in sicurezza. In circa un’ora ci condurrà nelle vicinanze del Passo Sesis, confine con le Dolomiti Friulane e Sappadine. Nuovamente Al Rifugio Calvi, ci fermiamo per il pranzo montanaro con pasta alla boscaiola, funghi e dolce . Proseguiamo poi per il sottostante parcheggio per concludere questa magnifica giornata Dolomitica !

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Col Dla Pieres (2748m)

Col Dla Pieres (2748m)
Salita al Col Dla Pieres

ITINERARIO: Daunel Park (1758m)-CAI3- Rifugio Juac (1903m)- Rif.Firenze In Cisles(2037 m)- Forces De Sieles (2505m)- Col Dla Pieres (2748m)-Forc. Dla Piza (2489m)-CAI4- Munt De Stevia- Rif. Stevia (2312m)- Forc. S. Silvestro (2280m)- Steviola- sentiero “Palota”.

Domenica 23 luglio 2017. Gita CAI Val Di Zoldo, siamo a Selva di Val Gardena (Wolkenstein), partenza per il Col dla Pieres: una elevazione assai anonima delle Dolomiti, ma che offre agli escursionisti splendidi panorami a tutto campo, da una quota abbastanza elevata. Dal parcheggio di Daunel a quota 1758m ci addentriamo all’ interno del Parco Nazionale Puez -Odle. Il sentiero N°3 parte con calma per le verdi e curate praterie di Pian da Tambres e Alpe di Cisles, verso Nord, raggiungendo prima il Rifugio Juac (1903m), poi il Rifugio Firenze In Cistes (Regensburger Hutte a 2037 m), poi ci inoltriamo, quasi in piano, nella Valle Forces De Siel, sotto le vette simili a enormi cunei, del Gruppo Dolomitico delle Odles. Assistiamo incuriosito alle evoluzioni dell’ elicottero Airbus Helicopters EC135T3 dell’ Aiut Alpin Dolomites in operazioni di trasporto e soccorso sulle Cime delle Odle.
Proseguiamo verso la Forcella de Sieles, l’ambiente è ormai di alta montagna, con vegetazione fatta di pini mughi e piccoli arbusti. A Sud, le pareti Dolomitiche del Muntejela (2644 m). Dalla Forcella Forces De Sieles, inizia la salita vera e propria per la cresta per facili roccette, scalini e un po’ di corda fissa per l’ equilibrio. La lunga cresta della cima è raggiunta velocemente, il Panorama a 360 gradi ci offre il migliore balcone per il gruppo delle Puez- Odle che ci sia. Ci fermiamo sotto la Croce di Vetta a quota circa 2731 m, con numerosi altri escursionisti.
Inizia la discesa, che parte giù per il versante Occidentale (una volta faceva il giro intorno), poi si attraversa un ghiaione della conca situata a Sud del Monte Muntejela, fino all Forcella Dla Piza (2489 m). Qua parte a picco un sentiero verso Ovest per il Rifugio Firenze, con un enorme e curioso Torrione.
Proseguiamo verso i Munt De Stevia, fino al Rifugio Stevia (2312 m), costruito su un curioso altipiano dove ci meritiamo una bibita fresca. Il percorso che segue, è vicino a particolari grandi precipizi che arrivano fino alla sottostante Vallunga.
Scendiamo a Forcella Silvestro (2280m), poi per il Sentiero “Palota” ripido e a zig-zag all’ inizio ma bene mantenuto. Fino a raggiungere finalmente le macchine a Daunel.

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Strada Degli Alpini

Strada Degli Alpini
Cengia della Salvezza, Intaglio a 2390 m di quota

Itinerario: Moos Dolomitenhof(1460m)- CAI-124- Alpe Anderta-Vallon Della Sentinella- Forc. Undici (2580m)- CAI-101 “Strada Degli Alpini”-Busa De Fuori- Forra (2386m)- Busa De Dentro( )- Lago Ghiacciato-CAI-103 (2333m) -2179 m- Rifugio Comici Zsigmond (2224m) – CAI-103- Rio Sassovecchio- Rifugio Al Fondo Valle (1548m)- Piano Fiscalina – Dolomitenhof (1460 m)

Dislivello complessivo: 1300 metri

Distanza: 17,9 Km

Domenica 16 luglio 2017. Da Bagni di Moso, in Val Di Sesto, partenza dal parcheggio Dolomitenhof (1460 m), alle ore 8.45,verso Est per il sentiero CAI-124, per i boschi di conifere di Alpe Anderta che si aprono progressivamente con vista dalla parte alta della valle verso Cima Una e le Dolomiti di Sesto. Ci fermiamo in un largo ghiaione per indossare gli imbraghi e per potere risalire in maggiore serenità un sentiero facile e in parte attrezzato ci porta verso mezzogiorno, alla Forcella Undici (2580m), punto più alto della nostra escursione. Troviamo numerosi alpinisti e escursionisti Tedeschi. La bella sagoma scura e imponente della Croda Dei Toni o Cima Dodici (3094m) ci farà sempre compagnia. la Strada Degli Alpini Segnavia CAI-101, segue una cengia naturale esposta e ben attrezzata lungo il fianco occidentale di Cima Undici. L’ inizio del sentiero attrezzato, ricavato nella roccia durante la prima guerra mondiale, percorre all’ inizio facili roccette e poi attraversa praticamente in orizzontale il ghiaione sotto Cima Undici, e le Creste Zsigmondy, passando proprio sotto lo storico Bivacco Mascabroni, vero nido di acquila, dei fatti della Grande Guerra.

 

fino a imboccare una ampia cengia esposta e ben attrezzata, alla Busa di Fuori, rimane ben poco neve indurita da attraversare con un po’ di attenzione e un cordino, i più anziani ma non troppo, si ricordano di quanta neve c’ erano ancora pochi anni fa.

Dopo aver superato un caratteristico intaglio, la famosa “cengia della Salvezza”, larga come un comune marciapiede cittadino, termina la nostra Strada Degli Alpini.

Senza risalire per la Forcella Giralba, e per evitare ulteriore sforzo, scendiamo giù per un sentiero un po’ incerto, portando attenzione ai vari salti di roccia, verso il “Lago Ghiacciato”, ridotto a piccolo stagno con la siccità, fino a trovare al Bivio del sentiero CAI-103, l’ Alta Via N° 5 che ci porta in pochi minuti al Rifugio Comici (Zsigmondy Hutte 2224m). L’ ambiente è accogliente e molto frequentato da turisti e alpinisti da tutto il mondo.

Chi si ferma più a lungo per approfittare del quadro assolutamente maestoso e prendere una bevanda fresca, c’ è chi preferisce scendere prima a valle per camminare con più calma. Il sentiero di discesa, percorre il fianco Orientale del Pulpito Alto(2531m) e della Cima Una (2698m), sopra la Val Fiscalina Alta, fino a quota 1707 m. Attraversiamo il ghiaione e poi  il letto del Rio Sassovecchio sopra un ponticello di legno. Passiamo per il Rifugio Fondo Valle (1548 m), luogo molto turistico, dotato di ristorante, e di attività  per i più piccoli e le famiglie. Inoltre, ritroviamo l’ altro gruppo di Vittorio Veneto che avevano preferito il sentiero più facile ma più appagante che porta direttamente al Rifugio Locatelli, al cospetto delle Tre Cime Di Lavaredo!

 

 

 

Il video di “Comelico Trekking”

 

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Sentiero Attrezzato D’ Ambros

Sentiero Attrezzato D’ Ambros
La Gusela sul Sentiero attrezzato D' Ambros

Descrizione: Casera Melin (1673m)- CAI-144 Forame -Cadini di Vallona(2200m)- Bivacco Piva (2250m)- Costone Delle Mandrette – Sentiero Attrezzato D’ Ambros CAI-191 (2417m) – Cresta della Pitturina – Fine Ferrata (2424m)- CAI-160 Vanbariutu- Traversata Carnica- Bivio sentiero (2200m) – Coston De Pian Minoldo -CAI-161 (1842m) – Le Mandrette CAI-144- Casera Melin (1673m).

Distanza totale: 12,0 Km

Domenica 2 luglio 2017. Siamo diretti in macchina, nel Comune di San Nicolò di Comelico, per Sega Digon, la Val Melin e l’ omonima Casera. Partenza dalla Malga Melin , ore 7.50, con l’ attenta guida di Ivo Zanonella, della Sezione CAI di Valcomelico. Siamo un bel gruppo di 25 escursionisti amici, tutti soci del Club Alpino Italiano.
L’ ampia mulattiera, segnavia CAI-144, raggiunge senza difficoltà il primo bivio ai margini dei Cadini Di Cima Valona, e il Bivacco Piva (2250 m), costruito per presidiare le creste di confine con l’ Austria, appena dopo i fatti dell’ attentato.
Nella notte del 25 giugno 1967, alcuni attivisti Austriaci abbatterono un traliccio dell’ alta tensione, una pattuglia composta da Alpini, Artificieri e militari partirono presto alla mattina per il sopralluogo e ulteriori trappole esplosive colpirono a morte alcuni di loro.
Da lì, il sentiero si fa più stretto e fino a uno spiazzo (2471m), poco sotto la Cima Vallona (Wildkarleck 2532m), dove indossiamo imbrago, casco e set da ferrata, per affrontare in sicurezza il Sentiero Attrezzato D’ Ambros, che corre lungo le creste della Pitturina senza grossi dislivelli ma continui sali e scendi.
Ci aspetta una breve galleria, scavata nella roccia, una scala verticale, l’ ascensione di una imponente torre e lo scavalco di una piccola forcella, punto un po’ difficile. Il Sentiero Attrezzato D’ Ambros non è così banale, come un semplice sentiero esposto ma presenta anche le sue piccole difficoltà alpinistiche.
Sostiamo alla fine della Ferrata per il pranzo, in bella vista dei nostri amici Austriaci e del rifugio Austriaco Filmoor St. Sch. H.
Manca solo il sole e il freddo si fa sentire anche per la stagione estiva, decidiamo di ripartire con calma giù per il Vanbariutu, sentiero CAI-160. Stare attenti intorno a quota circa 2150 metri di tenere il sentiero CAI-160 che passa sotto le Creste della Pitturina e risale leggermente e non seguire la traccia che scende giù per il Rio Chialiscon.
Al bivio Pian Midolo (2170m), della “Traversata Carnica” dove scendiamo ripidamente un sentiero secondario, del Costone di Pian De Midolo, dentro un susseguirsi di bosco e praterie aperte fino a raggiungere il sentiero CAI-161 a quota circa 1842m. Seguendolo verso Ovest si raggiungerebbe la Casera Pian Formaggio (1802m) che porta al Monte Cavallino (2689 m), cima principale al Confine con l’ Austria. Procediamo invece verso Est attraversando il torrente Rio Mandrette per trovare sull’ altro versante la strada forestale e raggiungere il bivio di sta mattina a quota 1790m. Alla Malga Melin ci aspetta la festa di apertura stagionale del locale ristorante con tanto di musica e birra rinfrescante.

 

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